Acqua

Qualità dell'acqua nell'impianto di riscaldamento: perché conta

Aggiornato il 3 min di lettura

Tecnico al lavoro sulle serpentine di un impianto a pavimento
In questa guida
  1. Perché l’acqua è un componente dell’impianto
  2. I problemi che può causare
  3. La norma di riferimento
  4. Cosa si controlla
  5. Cosa si può fare
  6. Errori comuni
  7. Dopo la pulizia delle serpentine

In breve: l’acqua che circola nell’impianto è un componente a tutti gli effetti. Se è troppo dura, ricca di particelle o aggressiva, provoca incrostazioni, corrosione e fanghi che riducono la resa. Va controllata, trattata quando serve e protetta nel tempo, soprattutto dopo una pulizia.

Quando si pensa alla manutenzione del riscaldamento si guarda alla caldaia, alle pompe, ai termostati. L’acqua, che è a contatto con ogni componente e attraversa ogni tubo, è la grande dimenticata.

Perché l’acqua è un componente dell’impianto

L’acqua trasporta il calore, ma trasporta anche tutto ciò che contiene: sali disciolti, particelle, gas. Se non è nelle condizioni giuste, lavora contro l’impianto in silenzio, per anni.

I problemi che può causare

  • Incrostazioni (calcare). I sali di calcio e magnesio tendono a depositarsi dove la temperatura è più alta, come in scambiatori e caldaie.
  • Corrosione. Ossigeno, acidità o basicità non adatte e la presenza di metalli diversi nello stesso circuito possono corrodere i componenti.
  • Fanghi. I prodotti della corrosione, in particolare gli ossidi di ferro scuri, viaggiano con l’acqua e si fermano nei punti dove rallenta: collettori, valvole, flussometri, serpentine.
  • Biofilm. In condizioni favorevoli sulle pareti dei tubi si forma una patina organica che restringe il passaggio.

Il risultato è sempre lo stesso: circuiti che si restringono, portate che calano, calore che arriva meno.

La norma di riferimento

In Italia la norma UNI 8065 definisce i requisiti per il trattamento dell’acqua negli impianti termici ad uso civile: riguarda aspetti come la filtrazione, l’addolcimento e il condizionamento chimico. In più, i costruttori di caldaie e di pompe di calore indicano spesso valori propri da rispettare, anche ai fini della garanzia. Per questo la verifica dell’acqua fa parte di un lavoro fatto bene.

Cosa si controlla

Tra gli aspetti che si valutano ci sono l’aspetto dell’acqua (limpida, torbida, scura), il pH, la durezza, la quantità di sali disciolti, la presenza di ferro e fanghi e la presenza di additivi già in circolo. I valori giusti dipendono dall’impianto, dai materiali e dalle indicazioni del costruttore del generatore: non esiste un’acqua «uguale per tutti».

Cosa si può fare

  • Riempire con acqua adeguata, trattata o addolcita in base al caso.
  • Filtrare e proteggere con filtri e defangatori, anche magnetici, che trattengono le particelle prima che arrivino ai circuiti.
  • Condizionare l’acqua con prodotti protettivi adatti ai materiali dell’impianto.
  • Controllare periodicamente aspetto e parametri, in occasione della manutenzione.
  • Cercare la causa dei rabbocchi frequenti: ogni rabbocco porta acqua nuova, con sali e ossigeno, e spesso nasconde una perdita o uno sfiato.

Errori comuni

  • Rabboccare di continuo con l’acqua di rete senza capire perché serve.
  • Aggiungere prodotti diversi senza sapere se sono compatibili tra loro e con l’impianto.
  • Pulire i circuiti e poi riempire con acqua non adatta: si vanifica il lavoro e lo sporco torna.
  • Non annotare mai quanta acqua si aggiunge e quando.

Dopo la pulizia delle serpentine

La pulizia riporta i circuiti in condizione, ma è l’acqua giusta a proteggere il risultato. Per questo, dopo l’intervento, controlliamo i parametri e, quando serve, sistemiamo l’acqua con valori corretti (qualità dell’acqua). E con una manutenzione programmata il controllo diventa routine.

Se stai per cambiare caldaia o installare una pompa di calore, leggi anche perché pulire l’impianto prima. Per le differenze con il lavaggio con prodotti chimici, questa guida.

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